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Cosa diavolo c’entra uno squalo con le zanzariere plissettate?

Cosa diavolo c’entra uno squalo con le zanzariere plissettate?
Eh si, è questa la domanda che sta spopolando nel nostro settore.

Abbiamo creato un bel vociare dopo aver chiamato la nostra zanzariera plissettata SqualoNet.

Ancora di più dopo avergli affiancato un’immagine aggressiva (lo squalo appunto).

Quindi:

“Cosa diavolo c’entra uno squalo con le zanzariere plissettate?”

E’ stata anche la mia prima domanda quando ho visto per la prima volta il nuovo brand studiato da Al Ries, il massimo esperto di marketing al mondo di recente entrato nella Marketing Hall Of Fame, una onorificenza che in pochi hanno avuto. Prima di scoprire cosa diavolo c’entra uno squalo con le zanzariere plissettate permettimi di fare un passo indietro e presentarti Al Ries

CHI È AL RIES E PERCHÈ È UN ONORE PER LA DFM AVERE AVUTO LUI COME CONSULENTE DI MARKETING, BRAND E POSIZIONAMENTO


Nessun essere umano ha avuto un impatto così devastante nel panorama del business mondiale.

La sua carriera ha inizio negli anni 50 quando, appena laureato, diventa direttore marketing di una grande azienda. In seguito ai numerosi successi, decide di aprire un’agenzia di marketing, in collaborazione con quello che diventerà il suo socio di sempre, Jack Trout.

I due divengono in poco tempo i punti di riferimento indiscussi per l’intero panorama mondiale della pubblicità, creando e diffondendo il concetto di “Posizionamento di marca”. Si tratta con tutta probabilità dell’intuizione più rilevante di sempre nel mondo del marketing.

Il concetto di posizionamento si afferma definitivamente nel 1972, in seguito ad alcune pubblicazioni dei due studiosi dal nome “Positioning Era” sulla rivista specializzata “Advertising Age”.


Nel 1994, il nostro eroe si stacca dalla vecchia agenzia di Advertising per aprirne una specializzata nel brand positioning e – insieme a sua figlia Laura – creatrice del concetto di Visual Hammer, fonda la Ries&Ries.

Ormai è chiaro a tutti che questo signore dall’aria pacata e sempre gentile appartiene ad un altro pianeta.

Lo dimostrano tra l’altro i numerosi colossi che hanno chiesto e continuano a chiedere la sua consulenza, tra cui ricordiamo Apple, Burger King, Procter & Gamble, IBM, Illy

… ma la lista sarebbe pressoché infinita.

Tra i numerosi riconoscimenti, ricevuti in decenni di onorata carriera, è stato recentemente definito come: “Uno dei maggiori influencer del 21° secolo in ambito marketing” dalla rivista PR Week.

Il suo sapere, così come la sua eredità, sono racchiusi all’interno di moltissimi libri tra cui ricordiamo “Le 22 immutabili leggi del marketing”, “Focus” (recentemente tradotto in italiano), e “Positioning”, pubblicazioni che hanno riscosso un ENORME successo, tanto da ritrovarsi in numerose occasioni in cima alle classifiche mondiali.

“Positioning” di Al Ries è stato inoltre inserito di recente nella classifica dei “10 Migliori Libri sul Neuromarketing”.

E’ infatti considerato uno dei testi fondamentali della psicologia applicata al marketing.

All’inizio del 2016 – a definitivo coronamento di una carriera leggendaria – l’American Marketing Association ha annunciato il suo ingresso nel Marketing Hall of Fame.

Insomma, stiamo parlando del numero 1 al mondo…

ma torniamo al punto iniziale:

“Cosa diavolo c’entra uno squalo con le zanzariere plissettate?”

Come ti ho anticipato questo è stato il mio primo pensiero quando ho visto il brand SqualoNet e il suo logo.

Abituato a simboli del plissettato, a zanzare che volano o ad altre immagini del genere (il sempre utilizzato “divieto” ad esempio) mai avrei pensato ad uno squalo!

“Che diavolo c’entra uno squalo?”
“Come diavolo lo presento ai miei rivenditori il brand SqualoNet”

Ma poi subentra il genio del numero 1 al mondo del marketing che ti spiega tutta la strategia sotto all’immagine scioccante e al nome scioccante SqualoNet.

“DFM ha bisogno di un’immagine scioccante e di un logo scioccante”

con queste parole inizia il report scritto da Al Ries, il massimo esperto di marketing al mondo.

Questo perché?

Perché il prodotto alla fine è stato copiato da quasi tutti i più grandi produttori generalisti di zanzariere visto che, come dicono loro, devono per forza avere (???) un prodotto simile a quello della DFM.

Facci caso: tutte queste copie che noi chiamiamo simpaticamente “zanzariere farlocche” hanno una cosa in comune (oltre a essere dei fac-simile): il nome del prodotto o il logo.

Tutte hanno un richiamo al fatto di essere di minimo ingombro, di 22 millimentri, di essere plissè eccetera eccetera. 0 fantasia non solo nel copiare, ma anche nel dare il nome (e l’immagine) alla zanzariera.

Per questo il nuovo brand NON poteva essere uguale a quello degli altri. Del resto:

Noi siamo gli INVENTORI
Noi siamo gli SPECIALISTI
Noi siamo gli ORIGINALI

Gli altri sono delle copie. Esiste l’iPhone. Poi ci sono gli altri smartphone.
Esiste la Redbull. Poi ci sono gli altri drink energizzanti.
Esiste la Coca-Cola. Poi ci sono le altre bevande dal sapore di Cola.

Esiste l’inventore della zanzariera plissettata, Sergio Marcantoni . Poi ci sono gli altri che hanno copiato.


Per questo DFM ha bisogno di un nome e un’immagine scioccante che richiami l’attenzione sul suo brand e sulla sua posizione.

In altre parole DFM necessita di un’immagine che spinga a chi la veda di chiedersi:

“Ma che diavolo stanno facendo?”

E questo si può ottenere in un solo modo: sicuramente NON con un nome simile a quello delle zanzariere farlocche o con una zanzara con tanto di divieto.

Troppo banale, non trovi?

Cosa diavolo c’entra uno squalo con le zanzariere plissettate?
Seguimi anche in questa riflessione sull’immagine dello squalo:

=> Cosa diavolo c’entra un coccodrillo con delle Polo di fascia medio alta (Lacoste)
=> Cosa diavolo c’entra un cammello con delle sigarette (Camel)
=> Cosa diavolo c’entra un ippopotamo con dei pannolini (Pamper’s)
=> Cosa diavolo c’entra un elefantino con dei materassi (Eminflex)

L’animale è un simbolo che entra nella testa del consumatore e si stampa lì dentro per sempre.

È un “cavallo di troia” per insidiarsi dentro le fortezze costruite dalle persone, bombardate sempre di più da messaggi pubblicitari.
Che poi i denti siano un chiaro richiamo alla plissettatura è evidente.

Che poi lo squalo sia un chiaro richiamo alla forza, alla stabilità e alla resistenza è evidente.

Che poi l’acqua sia un chiaro richiamo alla rete IdroScreen è evidente.

Che i colori dello squalo e della rete Idroscreen siano gli stessi e che NON sono utilizzati da nessun altro produttore è altrettanto evidente.

L’obiettivo è quello di dare un nuovo nome alle zanzariere plissettate, proprio come hanno fatto marchi importanti come Velux, Scrigno e Kleenex e Scotch.

Brand così forti che danno il nome a tutti i prodotti simili a loro.

Sarà un successo il brand SqualoNet, dato che non è stato creato per piacere ma per catturare l’attenzione del cliente finale.

Tanto da colpire la signora Maria, fino al punto di chiedere a tutti i rivenditori DFM:

“Anche io voglio la zanzariera SqualoNet”